28 mar 2017

   

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I fondi europei per la coesione

I fondi europei per la coesione

All’Italia spettano fondi per 44 miliardi, di euro di cui 22.2 miliardi alle Regioni del Sul, che andranno a finanziare capitoli di spesa relativamente a “Sviluppo regionale” con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per 20.6 miliardi, “Servizi sociali” con il Fondo Sociale Europeo per 10.4 miliardi, “Sviluppo rurale” con il fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale per 10.4 miliardi, “Mare e Pesca” con il Fondo Europeo Agricolo per Affari Marittimi e la Pesca per 537 milioni, “Fondo per la Cooperazione Territoriale” per 1.1 miliardi e “Garanzia Giovani” per 567 milioni. Per essere utilizzati alcuni di questi fondi richiedono un cofinanziamento nazionale: L’Italia contribuisce con 20 miliardi di euro.

Questi fondi sono spesi avendo come unici obiettivi tematici: Ricerca e innovazione per 3.7 miliardi, IT (Information Tecnology) per 2.1 miliardi, PMI (Piccole e Medie Imprese) per 7.8 miliardi, Riduzione delle emissioni inquinanti per 3.9 miliardi, Clima e rischi ambientali per 2.3 miliardi, Ambiente e cultura per 4.4 miliardi, Trasporti e logistica per 2.4 miliardi, Misure per l’occupazione per 4.3 miliardi, Lotta alla povertà e inclusione per 4 miliardi, Istruzione per 4.1 miliardi, Efficienza della Pubblica Amministrazione per 1 miliardo.

Si collocano in 14 programmi nazionali da 12.2 miliardi. In tutta Italia relativamente ad Istruzione, Politiche attive per l’occupazione, Inclusione sociale, Città metropolitane, Governance e capacità istituzionale, Garanzia Giovani. Nelle regioni in transizione (ne’ più ne’ meno ma intermediamente sviluppate ovvero Sardegna, Abruzzo e Molise) e meno sviluppate su programmi di Ricerca e innovazione, Imprese e competitività. Nelle Regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) seguono interventi su Infrastrutture e reti, Cultura e Legalità.

Seguono 60 programmi regionali da 30.4 miliardi (FESR e FSE solo quota comunitaria) così suddivisi: Emilia Romagna per 1147 milioni, Friuli Venezia Giulia per 381 milioni, Lazio per 1244 milioni, Liguria per 508 milioni, Lombardia per 1470 milioni, Marche per 545 milioni, P.A. Bolzano per 295 milioni, P.A. Trento per 239 milioni, Piemonte per 1390 milioni, Toscana per 1177 milioni, Umbria per 675 milioni, Valle d’Aosta per 120 milioni, Veneto per 1193 milioni, Abruzzo per 395 milioni, Molise per 178 milioni, Sardegna per 1316 milioni, Basilicata per 969 milioni, Calabria per 2452 milioni, Campania per 4824 milioni, Puglia per 4551 milioni, Sicilia per 5372 milioni.

Per migliorare l’utilizzo dei Fondi sono previste le seguenti misure: Programmazione per risultati attesi e azioni più trasparenti e verificabili; Task force specifiche, Piani di rafforzamento amministrativo, L’agenzia della Coesione per monitoraggio permanente e supporto all’attuazione, Piani nazionali di settore (es: ricerca e innovazione, crescita digitale, trasporti, inclusione sociale). Alcuni esempi migliorativi pensati sono: Nuovi investimenti per le PMI con 2.5 miliardi, sostegno a 14.000 start-up, finanziamento di 2.000 progetti di ricerca, inserimento di 1.000 ricercatori nelle imprese, introduzione di processi di innovazione in 20.000 imprese di piccole dimensioni, accesso a Internet a banda larga a 30MB per secondo per tutti, dimezzamento dei consumi energetici in circa 6.000 edifici pubblici, riduzione del rischio di dissesto idrogeologico in almeno il 10% delle aree a rischio, trasformazioni delle reti di energia in “smart grids”, nuovi impianti per aumentare la raccolta differenziatadepurazione delle acque nelle regioni del sud, migliori condizioni di fruizione in almeno 100 museirilancio delle principali destinazioni turistiche, interventi su direttrici ferroviarie al sud (Napoli – Bari – Lecce/Taranto, Messina – Catania – Palermo, Catania – Siracusa e Nodo ferroviario di Palermo), sostegno a 400.000 giovanissimi NEET (15-19 anni) per il mercato del lavoro, servizi sociali e percorsi di inclusione attiva per 420.000 nuclei familiari in 7 anni, progetti contro la dispersione scolastica e rafforzamento degli apprendimenti: 4.500 scuole, oltre 3.8 milioni di studenti.

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