28 mar 2017

   

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Jobs Act: la riforma del lavoro che non lascia indietro nessuno

Infografica: Jobs Act: la riforma del lavoro che non lascia indietro nessuno

Jobs Act

La riforma del lavoro che non lascia indietro nessuno.

Il jobs act aggiorna il mercato del lavoro in Italia secondo due assi strategici:

  • Diritti e tutele uguali per tutti, anche per chi oggi non ne ha.
  • L’attività di impresa avviene in un sistema di regole certe, dove chi investe può puntare su produttività e mobilità ma senza scaricare i costi sociali sui lavoratori.

Stop alla precarietà

Sparirà l’unicum italiano dei contratti a progetto (CoCoPro). I veri contratti di collaborazione saranno dettati dalle esigenze dei lavoratori (esempio: studenti o pensionati) o dalla natura di specifiche attività professionali.

Meno tasse per chi fa assunzioni stabili

Il contratto a tempo indeterminato diventa il primo strumento di assunzione (come da normativa europea). Sono previsti sgravi contributivi per le imprese e per i lavoratori.

Sussidio di disoccupazione uguale per tutti

Saranno tutelati tutti i lavoratori dipendenti soggetti a licenziamento o mancato rinnovo contrattuale, con una garanzia proporzionale alla loro anzianità contributiva. 1 miliardo e mezzo di risorse aggiuntive in più per gli ammortizzatori sociali già a partire dal 2015.

Maternità per tutte

Il congedo di maternità sarà garantito a tutte le lavoratrici, a prescindere dal tipo di contratto.

Nuova agenzia nazionale per l’occupazione

Lo Stato si occuperà di accogliere e inquadrare le persone in cerca di impiego. Le agenzie private o no-profit potranno aiutare i lavoratori a trovare un impiego e riceverne in cambio una remunerazione, a condizione che l’assunzione del lavoratore sia stabile.

Salario minimo garantito

Un salario minimo valido per tutti e aggiornato periodicamente da una commissione indipendente.

Meno discrezionalità dei giudici, maggiore certezza

Nuova disciplina per i licenziamenti di natura economica con compensazioni monetarie certe e crescenti in proporzione all’anzianità aziendale del lavoratore.

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